
l portale dei poeti
Pubblichiamo poesie e racconti .
Realizziamo gratis ebook antologici per tutti gli iscritti

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Tremulo oltre il fondo dello specchio
un fremito attraversa l’uggia della
pagina grigia. Immagini s’attardano
sul torbido bacio d’acqua che piano
consuma, incerta bruma, gli argini.
- Prossima al silenzio –
Non so come tenere questo giugno
stare nel delta dei detriti in secca
legati i polsi alle pietre, scendere
a valle con la corrente
mi riconosco, esisto in questa solitudine
di fango e sterpi, odori di muffe
ai piedi dei tronchi, il volo delle mosche
(sono prossima al silenzio, al taglio
che costringe la ri-nascita)
nessuna via di fuga, ultrasuoni
che rimandino ostacoli-universi
solo un’ostinata devozione
per la vita, il microcosmo
parallela al cielo, faccia a terra
il corpo bonifica carcasse, si nutre
come un animale prima del letargo
(c’è un dolore da far fiorire, piccoli semi
da interrare, un nuovo senso per l’anello
che avvolge stretto il legno)
CompensAzione
Certe volte mi fingo cieca
riparo gli occhi, cancello
le impronte per non lasciare
tracce, benedizioni ma nel buio
lo sguardo si abitua
ed anche se vi allontano, miei amati, voi siete
comunque lì, fiamma e gelo, spartiacque
confine della pena, viva pace
che centra su un piede la grazia
tesa al ristoro, trazione liquida, memoria
che non si posa, agisce
per espansione, allarga gli angoli
per ogni stretta, riconduce il poco
ad una morsa – un tremore improvviso – e scrive
scrive della vita, ogni giorno; salvo le persone
cercando le parole giuste, la piega
dove riparare i volti, il punto
che mi permetterà di spegnere la notte.
Ritornello
Passami con un bacio della buona
musica, il sussulto delle note.
Masterizzami il cuore e lascia pure la tua traccia
sul vinile: comprenderò le pause, lo sguardo
di sfuggita allo spartito
e poi il tocco
quando dai forma al suono e sembri benedire
ogni cosa intorno.
La felicità, per noi, ha un timbro
basso e trema
sulla punta delle dita ma io la tengo stretta
e ti canto ogni mattino tra le labbra
come un ritornello inconsapevole
che è dentro la mia testa e non se ne vuole andare.
Anna Salvini
Sempre più chiamato in causa, non soltanto dai linguisti (come Tullio De Mauro, che vi ha insistito più volte anche di recente) ma anche da psicologi, educatori, sociologi. Proprio un sociologo, Franco Ferrarotti, ha puntato recentemente il dito contro il popolo dei telefoni cellulari, che ormai non servono quasi più a telefonare, piegati come sono a tante funzioni pensate come sussidiarie che stanno diventando sempre più primarie.
Forte Sangallo – Nettuno (Rm) 1, 2, 3 ottobre 2010 Editoria di poesia (per piccina che tu sia…) è una fiera espositiva finalizzata all’impulso e alla diffusione della produzione di quei piccoli editori del Lazio che coraggiosamente riservano uno spazio significativo al settore della poesia nell’ambito dei propri cataloghi. L’iniziativa si propone inoltre di incentivare la lettura di libri di poesia, attraverso modalità attuate mediante l’apporto diretto di editori, di critici, e di autori contemporanei, favorendo l’interesse e l’abitudine alla lettura come risorsa umana, e come esperienza del Sé. La manifestazione si svolgerà a Nettuno dal 1 al 3 ottobre 2010, nello spazio comunale di Forte Sangallo, storica e prestigiosa struttura medievale, ubicata al centro della città. Nei giorni della Fiera la città vivrà il clima di un grande laboratorio, alla scoperta di un oggetto misterioso: il libro di poesia. Presentazioni di libri, incontri con i poeti e con i critici, reading e performance, poetry slam, concorso riservato a poesie che verranno valutate sia per l’aspetto letterario, sia per la resa performativa, e inoltre un laboratorio di lettura del libro di poesia, supporteranno tale strategia di ‘alfabetizzazione poetica, e di promozione editoriale. Una prerogativa originale di questa fiera sarà quella di affiancare i poeti in carne ed ossa, agli editori, o ai loro delegati, nella gestione degli stands allestiti all’interno del Forte Sangallo, durante lo svolgimento della manifestazione, in accordo fra l’organizzazione e gli editori. I visitatori avranno modo così, di entrare in contatto con i libri di poesia, attraverso un dialogo diretto con gli autori di poesia, protagonisti di veri e propri happening poetici.
Una poesia di
Cettina Lascia Cirinnà
.
C’è un luogo nel Mondo
Dove la memoria collettiva
Dimora nel silenzio
Non servono croci
A ricordare i caduti
L’erba nasce spontanea
La vita aspetta istante dopo istante
Il loro ritorno
Ogni volta che un bambino nasce
Si rinnova la speranza
Per l’Umanità intera
.
- Il Corriere della Sera nacque nel febbraio del 1876 quando Eugenio Torelli Viollier, direttore de La Lombardia, e Riccardo Pavesi, editore della medesima, decisero di fondare un nuovo giornale. –
Il primo numero venne annunciato dagli strilloni in piazza della Scala domenica 5 marzo 1876, con la data del 5-6 marzo. Per il lancio venne scelta la prima domenica di Quaresima (tradizionalmente quel giorno i giornali milanesi non uscivano). Il Corriere sfruttò quindi l’assenza di concorrenza; però per non farsi inimicare l’ambiente, devolse in beneficenza il ricavato del primo numero.
La foliazione era di quattro pagine, stampate in 15 mila copie. Come sede del nuovo giornale fu scelto un luogo di prestigio, la centralissima Galleria Vittorio Emanuele [5]. Tutto il giornale era raccolto in due stanze ed era fatto da tre redattori (oltre al direttore) e da quattro operai. I tre collaboratori di Torelli Viollier erano suoi amici:
Collaboravano al giornale anche la moglie del Buini, Vittoria Bonacina, che traduceva alcuni dei romanzi pubblicati sulle pagine del Corriere, e la stessa moglie di Torelli, Maria Antonietta Torriani, scrittrice di romanzi d’appendice con lo pseudonimo “marchesa Colombi”. Per le indispensabili corrispondenze da Roma si era offerto di collaborare gratuitamente Vincenzo Labanca, vecchio amico di Torelli Viollier. Per l’estero c’erano accordi con l’Agenzia Stefani e l’Havas.
L’amministratore del giornale era il fratello di Eugenio, Titta Torelli. Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna, che possedeva uno stanzone nei sotterranei della Galleria Vittorio Emanuele
La Padania contro i Cesaroni “Solito cliché dei buoni borgatari” Il quotidiano del Carroccio lancia un attacco alla fiction di Canale 5. Non rappresenta il Paese, non parla della crisi, è tutta in romanesco
A poche ore dalla messa in onda della nuova serie su Canale 5, lo sdegno padano è messo nero su bianco: si tratta del “solito cliché dei buoni borgatari che, tra un bianchetto dei Castelli e un amorazzo finito male, si barcamenano in un Paese dove il furbetto del quartierino vale sempre un pizzico più degli altri. In molti hanno spiegato che ‘I Cesaroni’ hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Ma da qui a dire che I Cesaroni sono lo specchio degli italiani ce ne corre”.
Secondo il giornale del Carroccio, “i problemi comuni a tutti”, come la disoccupazione e le crisi in famiglia, “sono molto, ma molto, lontani, forse sono solamente sfiorati” dalla serie tv. La fiction si presenta come “una continua e perpetua serie di addizioni di flirt amorosi, di storielle leggere, di amorazzi, senza molto costrutto. Non c’è mai nessun dramma, se non sfiorato“.
Tratto da La Repubblica
Lo sostengono a gran voce i familiari delle vittime cadute per mano di Vallanzasca e dicono ‘no’ alla presentazione a Venezia del film sul bandito. Con una lettera al Corriere precisano che non sono animati da spirito di vendetta, ma che vanno rispettate le vittime.
Non e’ ammissibile riscrivere fatti che riguardano spietati assassini attraverso le loro logiche.
Le gesta di criminali, edulcorate da dialoghi romanzati e da attori conosciuti costituiscono una pericolosa tentazione all’ emulazione.
Fonte Ansa
Maria Grazia Galatà nata a Palermo, da molti anni vive ed opera a Mestre Venezia…la sua vena poetica si è evidenziata fin da giovanissima.
Ha partacipato al concorso internazionale di poesia e narrativa “All’ombra degli Etruschi ” a Pisa organizzata da Bianca Buono, posizionandosi fra i primi posti con una silloge inedita.
Nel 2002 partecipa ad “underwood”, ad Ascona (Svizzera) insieme ad altri nomi illustri della poesia contemporanea.
Ha edito, nel 2003, il libro “Congiunzioni”, con fotografie di Costantino Spatafora, presentato da Francesca Brandes al ” BIstrot de Venice” di Venezia lo stesso libro è stato prsentato in videoproiezione nel 2004 da Marco Nereo Rotelli all’accademia di balle arti ” Santa Giulia” di Brescia: Liliana Ugolioni e il Prof. Brunelli all’antico caffè ” Giubbe Rosse” di Firenze: Gio Ferri (critico) alla galleria ” Dars” di Milano.
Il suo nome compare anche:- 2004 a Casier di Treviso in occasione dell ‘evento “Fun al of Fun”.
Sempre nel 2004 al’L'albero della Poesia a Mestre,ed in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, sempre Mestre.
A giugno 2005 partecipa ad Abeno Terme all’evento ” Passeggiata Effimera” con presentazione del libro “Congiunzioni”. - 2005 all’Istituto Romeno di Cultura di Venezia, propone una raccolta di tredici poesie “La struttura dell’ansia” accompagnata da due strumentisti, Luca Callice e Marco Agostini rispettivamente al Bendhir al Didyeridoo, con l’intento di avvicinare i giovani alla poesia.
La Turandot nelle magiche notti dell’Arena di Verona 2010. E anche quest’anno il festival del melodramma della città degli innamorati è giunto all’ottantesima edizione.
Uno de fiori all’occhiello, portati sul palco è stato sicuramente la Turandot di Puccini, per la regia di Franco Zeffirelli che firma anche la regia e la scenografia di tutte le opere rappresentate quest’estate ovvero, oltre Turandot: Aida, Madame Butterfly, Carmen e il Trovatore, un’ intera stagione lirica dedicata ad un unico grande artista, Franco Zeffirelli, onore a cui solo i veri maestri possono ambire.
Turandot è soprattutto conosciuta al grande pubblico per “l’aria” Nessun Dorma, nella famosissima versione interpretata da Luciano Pavarotti, ma anche da tanti musicisti di generi diversi, dalla musica classica al “metal”, che in questi decenni, hanno omaggiato Puccini .
A proposito dell’onore di aver avuto un festival a lui interamente dedicato, Zeffirelli ha affermato: “Questo riconoscimento che l’Arena mi tributa mi turba e mi fa persino piangere. Sono sgomentato e imbarazzato perché non mi risulta ci siano precedenti nella nostra storia , di un interno festival improntato ad un solo artefice. Tutto questo mi esalta ed alimenta un entusiasmo creativo che non sentivo da tempo”.
Luigi XIV (1638)
Goffredo Mameli (1827)
Freddie Mercury (1946)
Pierre Choderlos de Laclos (1803)
Cavallo Pazzo (1877)
Madre Teresa di Calcutta (1997)
1939 - Seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti si dichiarano neutrali.
1948 - Robert Schuman diventa Primo ministro di Francia.
1972 – Il “massacro di Monaco”: un commando di terroristi palestinesi irrompe nel villaggio olimpico, uccide due componenti della squadra israeliana e ne prende in ostaggio altri nove.
2003 - Dino Meneghin è il primo giocatore di pallacanestro italiano ad essere inserito nella prestigiosaBasketball Hall of Fame
la Chiesa cattolica celebra la memoria di san Bertino, di san Gleb e della beata Madre Teresa di Calcutta.
Qando aveva 36 anni Ignazio Marino era un chirurgo del centro trapianti di Pittsburgh e aveva 50 medici, infermieri e tecnici da coordinare per rispondere alla disponibilità improvvisa di un organo. «Nei trapianti – spiega Marino – non basta la perizia del chirurgo. Deve funzionare al meglio anche la macchina organizzativa».
Ma quella notte del 1991, quando arrivò la telefonata, Marino aveva già molte ore di lavoro sulle spalle e non c’era chi potesse sostituirlo in sala operatoria. «Che fare? – si domandò – Avrei dovuto rinunciare a un organo e alla possibilità di salvare la vita di un paziente?» Così alle quattro decise di far arrivare in ospedale il paziente che, rispetto agli altri, era in condizioni complessive migliori, non sentendosi la forza e la lucidità per casi più complessi.
La mattina dopo, ricorda Marino nel suo nuovo libro Nelle tue mani (Einaudi) lo tormentava il pensiero di aver scelto un malato piuttosto che un altro in base a fatti personali. Fu il direttore del Centro trapianti a dirgli: «Ma ti sei visto in faccia? Se tu avessi deciso di operare un paziente grave, in una situazione così complicata, non gli avresti salvato la vita comunque».
Scienza e rapporto con la realtà. Idee chiare e responsabilità di decidere. Queste cose fanno parte ogni giorno del lavoro medico. Alla luce della sua esperienza di chirurgo e dopo due anni di appassionata battaglia a favore di una legge sul biotestamento, oggi Marino ribadisce che «la volontà della persona circa le terapie a cui sottoporsi o meno deve essere rispettata». Salvaguardando il diritto di autoderminazione. Un diritto minacciato da Calabrò approvato dal Senato e in discussione alla Camera.
Un testo di legge che, come ha più volte denunciato, va contro la letteratura scientifica considerando idratazione e alimentazione artificiale come sostegni vitali e non come terapie mediche. Ma forse, avendo a cuore una legge progressista sul biotestamento, il legislatore dovrebbe prestare orecchio anche agli psichiatri che avvertono: bisogna non sottovalutare la possibilità che il rifiuto delle terapie da parte del paziente sia legato a una patologia mentale.
Articolo tratto dal quotidiano Terra
-Un ebook e interessante da scaricare e leggere è “L’influenza di H.P.Lovecraft sul mondo ludico”, di Matteo Poropat. Il testo analizza i punti d’incontro tra la mitologia dello scrittore di Providence e vari tipi di gioco (da tavolo, di ruolo, di carte, videogames).-
-Ecco un sunto indicativo sui contenuti del pdf-
Integrato da numerose illustrazioni e chiuso da un articolo di Pietro Guarriello (direttore della Dagon Press), è ora disponibile in PDF e acquistabile in print-on-demand.
Alcuni dei titoli di cui si parla nel saggio: Call of Cthulhu, Shadow of Cthulhu, Arkham Horror, Mythos, Call of Cthulhu Collectible Card Game, Cthulhu Skirmish, Munchkin Cthulhu, Alone in The Dark, CthulhuMUD, Dark Corners of the Earth.
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Per chi volesse il libro:
L’influenza di H.P.Lovecraft sul mondo ludicoCopertina morbida a colori62 pagine, b/n, 6.5€
LA TRAMA.
- Primo atto, Orfeo interrompe più volte la cerimonia funebre di Euridice e evoca l’amata.
- Secondo atto, nell’Ade il canto di Orfeo affascina gli dei degli inferi al punto da convincerli a restituirgli Euridice. Orfeo prende per mano l’amata e comincia il viaggio verso la vita.
- Terzo atto, mentre la guida verso la luce, Orfeo perde Euridice per sempre. Decide quindi di togliersi la vita ma interviene Amore che gli fa sapere che gli dei, commossi, hanno deciso di restituirgli Euridice.